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Una b.ACADEMY per prendere… il meglio del tè

Una b.ACADEMY per prendere…  il meglio del tè
 
 
Si dice che i primi tempi in cui il tè arrivò in Europa, molti dei consumatori buttassero l’acqua della bollitura per mangiarne le foglie, probabilmente domandandosi che cos’avessero di particolare. Più tardi impararono a versare nelle tazze del latte freddo per abbassare la temperatura del liquido ed evitare la rottura delle porcellane di non sempre ottima qualità. Gesti così semplici all’apparenza ci dicono come il nuovo prodotto, lo sviluppo della tecnologia, non sono l’unico elemento che caratterizza lo sviluppo. Anzi, un maestro dell’economia come Joseph Schumpeter amava ricordare come a cambiare il mondo fosse non la ‘semplice’ invenzione, ma l’innovazione, che di quell’invenzione faceva un nuovo modo di agire, di operare.

Il cloud computing promette di essere la più significativa svolta in mezzo secolo di “rivoluzione informatica”, perché permette di trasformare in modo decisamente più vantaggioso i tradizionali paradigmi di accesso e utilizzo di informazioni e servizi. Ma, come per il tè, occorre capire come trattare l’acqua e le foglie. Un problema non da poco che, tra l’altro, spiega come sino ad oggi la diffusione della “nuvola” – che ormai entra nel panorama cui necessariamente pensa ogni responsabile di sistemi informativi – abbia relegato in posizione di retroguardia proprio quella categoria di utenza che potrebbe vedere il salto di qualità maggiore: la PMI.

Il cloud computing non è solo un diverso “modello tecnologico”. E’ anche e soprattutto un nuovo modello di business per trattare la materia prima più preziosa per ogni azienda: l’informazione. Un’informazione che vuol dire relazioni con i clienti (per conoscerli e informarli), con il personale (gestione delle risorse umane), con i diversi interlocutori (messaggistica, email, unified communications…).

Per questo motivo, Brennercom ha varato il progetto b.ACADEMY: una carta in più per i clienti, per le aziende, le pubbliche amministrazioni che desiderano superare il più importante “gradino” per accedere alla dimensione cloud computing: quello della conoscenza di un eco-sistema che è fatto non solo di tecnologie ma anche di aspetti normativi, organizzativi, risultati economici, attese operative. Studi recenti, come l’Osservatorio 2013 per il Cloud del Politecnico di Milano, mostrano come tra i fattori che condizionano l’introduzione di successo di questi nuovi modelli vi sia proprio l’adeguata conoscenza. Valutare le offerte è importante, ma per valutare occorre “conoscere”. Come introdurre, per esempio, i nuovi parametri in un business plan o in un “transformation plan”? Che peso dare agli aspetti di privacy e di protezione delle informazioni? Che cosa dicono le normative? Anzi: a quali normative si è sottoposti? I nostri dati sono sottoposti alle legislazioni di quali paesi in funzione del dove si trovino i dati stessi o le sedi internazionali del provider dei servizi? E quali garanzie possiamo dare ai nostri clienti oppure dipendenti? Quali sono gli aspetti contrattuali? Se il cloud è flessibile, quanto lo sono i contratti che lo regolano?

Con la b.ACADEMY, Brennercom intende fornire un servizio concreto ai clienti: uno strumento per “governare” la tecnologia. Avere le migliori “foglie di tè” del pianeta – ovvero la migliore tecnologia quando si parla di software, server, storage, reti – è importante. Ma sapere come bollire l’acqua per non perdere il sapore e che cosa fare delle foglie è altrettanto importante.
 
 




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