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L’IT cambia volto e Brennercom apre una nuova strada

L’IT cambia volto e Brennercom apre una nuova strada
 
 
Presentati in un convegno a Bolzano i nuovi servizi di elaborazione, archiviazione “on demand”, protezione dati di b.CLOUD.

Confronto con partner tecnologici di primo piano in campo internazionale. Paalvast (Cisco): il mondo dei data center sperimenta una crescita dei dati senza precedenti.

Regazzoni (EMC): nuove soluzioni per dare alla continua crescita dei dati una risposta che garantisce anche la massima sicurezza.

Per l’amministratore delegato di Brennercom Karl Manfredi, “un’espansione dei servizi in linea con le nuove esigenze delle aziende a sostegno del business”.

Si aprono nuove prospettive per l’informatica aziendale. Le imprese e organizzazioni pubbliche si trovano in una condizione senza precedenti per compiere un salto di qualità nei loro sistemi informatici riducendo nello stesso tempo i costi complessivi, grazie ad un’esclusiva combinazione di nuove tecnologie per il trattamento delle informazioni e per le comunicazioni.

Per confrontarsi con questo nuovo scenario – la prospettiva rappresentata dal cloud computing, la “nuvola” che racchiude tecnologie e informazioni, applicazioni e competenze -, duecento rappresentanti di aziende ,per la maggior parte del Trentino - Alto Adige e del Nord Est, si sono ritrovati venerdì 22 marzo a Bolzano in occasione dell’apertura del nuovo data center di Brennercom, esso stesso simbolo di un’autentica trasformazione tecnologica e organizzativa.

A presentare e a discutere queste nuove prospettive è stato un “panel” di esperti di primo piano, tra cui esponenti a livello nazionale e internazionale di aziende leader nel mondo dell’Information Technology come CISCO, la “regina” del networking e portatrice di una rivoluzionaria visione nel campo dei data center, sempre più virtualizzati e flessibili, o come di EMC, la numero uno indiscussa nel campo dei sistemi di archiviazione e gestione delle informazioni. Accanto al presidente di Brennercom Ferdinand Willeit, che ha ricordato i valori di un’azienda sempre cresciuta a stretto contatto con i clienti, e all’amministratore delegato Karl Manfredi, che ha sottolineato un decennio di continua crescita dei servizi - dalla connettività, alla banda larga, alla gestione dei servizi di posta e domini, fino all’housing / hosting, - è stato Edwin Paalvast, Senior Vice President del segmento Service Provider di Cisco EMEAR, a tracciare gli scenari evolutivi del cloud computing e del data center. Sotto la spinta di nuovi “driver”, dalla mobilità al big data, alla comunicazione video e multimediale, ai social network, che riguardano in misura crescente anche le aziende, ha affermato Paalvast, nei cinque anni tra il 2011 e il 2016 il traffico dei data center sta aumentando di quasi quattro volte, da 1,8 a 6,6 Zettabyte, pari a 6600 miliardi di gigabyte, e quello dei data center all’interno del cloud cresce di 6 volte. Motivi sufficienti per adottare una nuova visione e rendersi conto che gli approcci tradizionali ai sistemi informativi stanno diventando tremendamente obsoleti.

Dalla sicurezza alla flessibilità: i perché della cloud e dei servizi in rete

Due ulteriori contributi hanno ancora permesso di guardare ai trend di lungo periodo – compresi quelli dell’evoluzione demografica, della sfida energetica e della crescita ecosostenibile – con il “futurologo” Berthold Müssig, del Future Management Group di Eltville, nonché ai vincoli della gestione corrente, dalla dematerializzazione dei documenti alle tematiche della privacy e della protezione dell’informazione, con il tenente colonnello Domenico Rotella, comandante del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza a Bolzano. Scenari dunque non solo tecnologici, ma che con le tecnologie si intersecano, come ha dimostrato il serrato dibattito che si è sviluppato, con gli ulteriori interventi di Dario Regazzoni, Strategy & Technology Director di EMC Italia, e di Giorgio Pignataro, Sales Director Service Provider per CISCO Italia. Stimolato e coordinato da Gianfranco Fabi, Giornalista del Sole 24 Ore, già vicedirettore del prestigioso quotidiano economico e direttore di Radio 24, il dibattito ha affrontato i “temi caldi” sottolineati anche dagli interventi del pubblico.

Tra tutti, attenzione particolare ha riscosso il “tema sicurezza”: del resto si moltiplica la quantità dei dati trattati, aumenta la dipendenza delle aziende dalle applicazioni on-line, mobili, dal web, il tutto 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno. Meglio dunque le informazioni e le applicazioni residenti sui sistemi “in casa” o l’affidamento a uno specialista esterno? Senza mezzi termini la risposta del panel di esperti: “Nessuna azienda, anche di rilevanti dimensioni, potrebbe accedere a quel livello di strumentazione hardware e software, per non parlare delle procedure e del grado di competenze specialistiche richieste, che un operatore di servizi cloud professionali può effettivamente offrire”, hanno risposto all’unisono Regazzoni e Pignataro. Ancor più diretta la valutazione di Edwin Paalvast: “che cosa differenzia l’offerta di Brennercom da quella di un operatore come quelli che oggi rappresentano i marchi più noti nei servizi cloud? Semplice: che il cloud di Brennercom è nato pensando alle aziende in primo luogo”. Altrettanto incisivo il commento del tenente colonnello Rotella: “Attenzione alla “territorialità dei dati”: le aziende italiane e in larga misura quelle comunitarie, sono tenute a stringenti misure per proteggere la riservatezza dei dati e delle informazioni personali, ma i dati residenti negli archivi di provider Usa potrebbero ugualmente essere ispezionati in ogni momento e senza nessuna richiesta preventiva della magistratura”, da enti esteri in virtù di norme come il ‘Patriot Act’, con il risultato di avere a che fare con norme locali o di altri paesi decisamente in conflitto tra di loro”. Un’eventualità, ha chiarito l’ a.d. Karl Manfredi, “che non si pone nemmeno nel caso di un provider italiano ed europeo come Brennercom”.

Liberare le risorse aziendali

Ma perché le aziende che oggi hanno al proprio interno un reparto informativo funzionante, dovrebbero pensare in un’ottica differente, ovvero ai servizi cloud? Diversi degli interventi hanno affrontato quest’aspetto nodale giungendo ad una conclusione essenziale: la parola chiave è “ottimizzazione”. Si tratta, insomma, di utilizzare al meglio le risorse. Non solo quelle “materiali”, come le apparecchiature che sono in questo modo meglio sfruttate, e non solo il software applicativo. Si tratta di “liberare le energie delle aziende”. Oggi, ha sottolineato ancora il Senior executive di Cisco Paalvast, l’80% delle risorse delle aziende nell’ambito IT è destinato al “mantenimento” della macchina, mentre solo il 20% è impegnato in nuove iniziative, nell’introduzione di nuove applicazioni, in una parola: nello sviluppo. Affidare l’operatività, la gestione quotidiana, a un “public cloud” vuol dire ridurre i costi operativi, liberare risorse per l’innovazione, accelerare la risposta ai cambiamenti richiesti dal mercato. Significativo a questo riguardo l’esperienza portata dalla stessa Cisco, dove il costo medio di attivazione di un nuovo server è sceso da 2500 dollari a poche centinaia e dove il tempo di “provisioning” e configurazione è sceso da giorni e settimane fino a…. 7 minuti.

Il varo dei servizi cloud di Brennercom segna anche un salto di qualità nell’applicazione delle nuove tecnologie, grazie alla collaborazione innovativa dell’azienda con partner leader mondiali nel loro settore. In alcuni casi, si tratta di vere e proprie eccellenze in campo nazionale ed europeo, come per la super-autostrada ottica che unisce Trento e Bolzano, fornita da Alcatel-Lucent, in cui una singola fibra ospita decine di canali, vere e proprie “corsie parallele”, a 100 Gigabit/s: un record reso possibile dall’adozione dello stato dell’arte della trasmissione in “ottica coerente”. Una velocità che non è fine a se stessa, ma contribuisce a sua volta a fare dei due data center fisici di Trento e Bolzano un’unica entità logica, in linea con la visione UCS (Unified Computing System) di Cisco e con i sistemi di archiviazione VPLEX di EMC che, pur a sessanta km di distanza, operano in tandem e simultaneamente. Risultato: scritture simultanee dei dati e nessun dato perso.

La qualità della rete premessa del successo della cloud

Il varo dell’offerta b.CLOUD si estende dai servizi di elaborazione con la messa a disposizione di risorse server fisiche e virtuali, a quelli di archiviazione, di disaster recovery, backup. Per Brennercom – ha indicato l’amministratore delegato Karl Manfredi – si tratta di un “cambiamento nella continuità”: la continuità di una serie crescente di servizi informatici erogati in rete, con la potenza e la flessibilità del cloud, che a sua volta cammina sulle due gambe di nuove tecnologie per aggregare e combinare in modo straordinariamente flessibile le risorse informatiche e di reti ad alta velocità che consentono alle aziende di accedere in modo pratico, flessibile. “Sulle reti corrono i servizi e le applicazioni e Brennercom ha dimostrato di saper fornire alle aziende il meglio delle tecnologie delle reti. La rete di Brennercom è una carta in più rispetto a molte offerte concorrenti ed è una carta su cui i clienti hanno mostrato di voler costruire la sicurezza e il futuro del proprio business”.

In occasione dell’inaugurazione di CUbE, la sua nuova server farm, e del Network Operation Center, Brennercom ha ospitato un evento dedicato ad illustrare caratteristiche e vantaggi del cloud computing, il paradigma dell’IT del futuro. Per saperne di più, vai su www.event.brennercom.it
 
 




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